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ANALISTA RATING ESG

FINALITA’

Finalità del corso professionalizzante è quella di formare Analisti di Rating ESG per effettuare Due Diligence in base ai criteri e gli obiettivi del Regolamento EU 2024/3005  e i Regolamenti 2026/871+872 della Commissione.

Il corso fornisce gli elementi fondamentali per poter essere qualificati come “Analisti di Rating ESG” ESMA. Il superamento del test finale permette di potersi iscrivere all’Albo nazionale degli Analisti del rating ESG ESMA gestito da ESGProf, associazione in elenco ministeriale della Legge 4/2013.

Il Corso illustra i Regolamenti con le finalità delle valutazioni e introduce le modalità di indagine e valutazione delle evidenze tenendo conto del contesto del valutando e le finalità del Rating ESG.

ESMA ha inteso fornire indicazioni pratiche ed esplicite senza commistioni di sorta per essere “Fornitori di rating ESG”. Ciò implica una netta e limpida separazione tra le varie attività dei “fornitori” e degli attori coinvolti a vantaggio del valore del Rating stesso sia per i fornitori, sia per le organizzazioni beneficiarie sia per la comunità più in generale che rappresenta il mercato di riferimento dove “spendere” il valore del Rating stesso.

Conoscenze di un Analista di Rating ESG

Profilo professionale su 8 aree di conoscenza e competenza:

  1. Fondamenti ESG e sostenibilità. Ambiente, cambiamento climatico, energia, emissioni, risorse, economia circolare, capitale umano, salute e sicurezza, diritti umani, catena di fornitura, governance, etica, compliance e sistemi di controllo.
  2. Quadro normativo europeo. Non deve necessariamente essere un giurista, ma deve saper collocare correttamente il Rating ESG nel sistema europeo: Reg. 2024/3005, ESMA, CSRD/ESRS, SFDR, Tassonomia UE e gli altri riferimenti pertinenti al tipo di soggetto valutato.
  3. Metodologie di Rating ESG. Questa è una competenza centrale: comprendere indicatori, metriche, ponderazioni, scoring, aggregazione/separazione E-S-G, materialità, fonti, assunzioni, limitazioni, trattamento dei dati mancanti e processo di revisione della metodologia. Il 2026/1119 attribuisce particolare rilevanza proprio allo sviluppo e alla revisione delle metodologie.
  4. Analisi dei dati e delle evidenze. L’analista deve saper distinguere tra informazione dichiarata, documentazione ed evidenza; valutarne provenienza, qualità, coerenza, completezza e tracciabilità; effettuare controlli incrociati; individuare anomalie e incongruenze; documentare il percorso che conduce al giudizio.
  5. Conoscenza dell’impresa e analisi economico-organizzativa. Bilancio e informazioni economico-finanziarie di base, struttura societaria, processi aziendali, governance, sistemi di gestione, rischi, controlli interni, supply chain e caratteristiche del settore. Questo assume particolare importanza perché l’art. 17 contempla anche, quando appropriata, la comprensione del potenziale rischio finanziario sostanziale per l’elemento valutato.
  6. Due diligence e capacità di verifica. Competenza particolarmente caratterizzante: preparare una verifica, definire campioni ed evidenze da approfondire, condurre interviste, osservare processi, confrontare documenti e operatività, registrare i riscontri e distinguere tra fatto osservato e valutazione professionale.
  7. Indipendenza, etica e conflitti di interesse. L’analista deve riconoscere e gestire situazioni che possano compromettere l’indipendenza del giudizio. Il Regolamento disciplina espressamente competenze, supervisione, indebite influenze, remunerazione, interessi e relazioni d’affari delle persone coinvolte nel Rating.
  8. Capacità di giudizio e comunicazione. Probabilmente è la competenza più difficile da insegnare: trasformare informazioni eterogenee in un giudizio coerente con la metodologia, motivarlo, mantenerlo riproducibile e tracciabile e saper distinguere tra dato, evidenza, interpretazione e giudizio.

Definizione di un Analista di Rating ESG:

L’Analista di Rating ESG è il professionista che raccoglie, analizza e interpreta dati ed evidenze ambientali, sociali e di governance e, applicando una metodologia definita, contribuisce alla formulazione di un giudizio ESG tracciabile, coerente e indipendente.

La competenza dell’Analista può comprende inoltre la capacità di svolgere attività di Due Diligence in campo, finalizzate ad approfondire, nel perimetro previsto dalla metodologia, la coerenza tra informazioni dichiarate, documentazione ed evidenze riscontrabili.

Competenze specifiche di un Analista di Rating ESG:

    1. Analisi della documentazione ESG
      • leggere e interpretare report di sostenibilità, bilanci, policy, procedure e certificazioni;
      • analizzare organigrammi, procure, deleghe e sistemi di governance;
      • verificare registri, KPI, evidenze ambientali, sociali e di governance;
      • individuare documentazione mancante, incoerente o non aggiornata.
    2. Analisi dei dati ESG
      • raccogliere e normalizzare dati quantitativi e qualitativi;
      • verificare completezza, coerenza e attendibilità dei dati;
      • confrontare dati provenienti da fonti differenti;
      • identificare anomalie, scostamenti e incongruenze;
      • gestire dati mancanti, stime e proxy secondo metodologia.
    3. Applicazione di metodologie di Rating ESG
      • comprendere indicatori e criteri di valutazione;
      • applicare scale di scoring;
      • applicare pesi e ponderazioni;
      • comprendere l’aggregazione delle componenti E, S e G;
      • applicare criteri di materialità;
      • motivare eventuali adjustment/override quando previsti;
      • applicare in maniera coerente la metodologia a imprese differenti.
    4. Valutazione della materialità
      • identificare i fattori ESG rilevanti per settore e impresa;
      • distinguere elementi materiali da informazioni marginali;
      • comprendere rischi e opportunità ESG;
      • valutare, quando pertinente, la relazione tra fattori ESG e rischi economico-finanziari;
      • comprendere gli impatti dell’impresa su ambiente e società.
    5. Analisi ambientale
      • emissioni GHG Scope 1, 2 e, quando pertinente, Scope 3;
      • consumi energetici;
      • fonti rinnovabili;
      • acqua;
      • rifiuti;
      • economia circolare;
      • inquinamento;
      • biodiversità e uso delle risorse, quando materiali;
      • obiettivi e piani ambientali.
    6. Analisi sociale
      • composizione e gestione della forza lavoro;
      • salute e sicurezza;
      • formazione;
      • turnover;
      • diversità e pari opportunità;
      • politiche retributive;
      • diritti umani;
      • rapporti con lavoratori e comunità;
      • aspetti sociali della supply chain.
    7. Analisi della governance
      • struttura societaria;
      • organi di amministrazione e controllo;
      • deleghe e responsabilità;
      • sistemi di controllo interno;
      • gestione dei rischi;
      • compliance;
      • anticorruzione;
      • whistleblowing;
      • conflitti di interesse;
      • cybersecurity e protezione delle informazioni, quando rilevanti.
    8. Due Diligence e verifica in campo
      • pianificare una Due Diligence;
      • predisporre checklist e piano di verifica;
      • selezionare campioni documentali;
      • condurre interviste con management e responsabili di funzione;
      • effettuare walkthrough dei processi;
      • osservare evidenze operative;
      • confrontare quanto dichiarato con quanto documentato e osservato;
      • registrare rilievi ed evidenze;
      • distinguere dichiarazione, documento, riscontro e valutazione;
      • mantenere una catena delle evidenze tracciabile.
    9. Fact-checking ESG
      • verificare affermazioni dell’impresa;
      • risalire alla fonte primaria di un’informazione;
      • confrontare dichiarazioni pubbliche e documentazione interna;
      • identificare informazioni potenzialmente fuorvianti;
      • distinguere errore fattuale da differenza di interpretazione;
      • gestire il confronto con il soggetto valutato senza comprometterne l’indipendenza.
    10. Analisi economico-finanziaria di base
      • leggere stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario;
      • comprendere indicatori economici e finanziari essenziali;
      • comprendere struttura e modello di business;
      • collegare rischi ESG e possibili effetti economico-finanziari;
      • comprendere investimenti e CAPEX connessi alla transizione;
      • analizzare elementi ESG rilevanti per continuità e competitività dell’impresa.
    11. Conoscenza normativa ESG
      Un analista dovrebbe sapersi orientare almeno tra:
      • regolamento europeo sui Rating ESG;
      • ruolo e supervisione ESMA;
      • CSRD ed ESRS;
      • tassonomia UE;
      • SFDR;
      • normativa ambientale/sociale pertinente al perimetro analizzato;
      • standard e framework utilizzati dalla metodologia del provider.
    12. Indipendenza professionale
      • identificare un conflitto di interesse;
      • applicare procedure di escalation;
      • mantenere indipendenza rispetto al soggetto valutato;
      • separare attività commerciale e attività analitica;
      • proteggere informazioni riservate;
      • documentare le decisioni;
      • operare secondo principi di integrità professionale.
    13. Formulazione del giudizio
      • rasformare evidenze in valutazioni;
      • distinguere fatti da interpretazioni;
      • motivare uno score;
      • confrontare evidenze contraddittorie;
      • esercitare giudizio professionale entro i limiti della metodologia;
      • formulare conclusioni coerenti con le evidenze disponibili;
      • rendere il percorso valutativo tracciabile e riesaminabile.
    14. Redazione del Rating Report
      • sintetizzare grandi quantità di informazioni;
      • redigere motivazioni chiare;
      • descrivere punti di forza e aree di attenzione;
      • rappresentare correttamente limitazioni e perimetro dell’analisi;
      • utilizzare terminologia tecnica senza produrre affermazioni non supportate;
      • separare evidenze, valutazioni e conclusioni.
    15. Competenze relazionali e di intervista
      • porre domande aperte e di approfondimento;
      • condurre interviste strutturate;
      • chiedere evidenze senza assumere un atteggiamento “ispettivo” improprio;
      • riconoscere risposte evasive o incomplete;
      • approfondire incongruenze;
      • confrontarsi con figure tecniche, management e governance;
      • mantenere neutralità durante l’interazione.

Tali conoscenze e competenze sono spendibili nella logica di processo:

Analizzare → Interpretare → Verificare → Riscontrare → Valutare → Motivare → Documentare

L’Analista di Rating ESG deve essere in grado di trasformare dati, documenti e riscontri acquisiti durante il processo di Due Diligence in evidenze valutabili, applicando in maniera coerente la metodologia di Rating e mantenendo tracciabilità, indipendenza e motivazione del giudizio.